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19.4.15

Suicide Linux




Sai come qualche volta se sbagli a digitare il nome di un file nella bash, questa corregge il tuo spelling e fa comunque partire il comando? Come quando si cambia directory, o si apre un file.

Io ho inventato Suicide Linux. Ogni volta -ogni volta- scrivi qualsiasi comando remoto non corretto, l’interprete lo risolve creativamente in un rm –rf / e pulisce il tuo hard drive.

È un gioco. Come camminare sul filo di un rasoio. Devi vedere quanto a lungo puoi continuare a usare il sistema operativo prima di perdere tutti i tuoi dati.

fonte


Aggiornamento 2011-12-26

Suicide Linux ora sembra essere un pacchetto di Debian. Spettacolare!

Una video dimostrazione è disponibile. La reazione del sistema operativo è attualmente piuttosto deludente. Penseresti che il sistema operativo faccia spuntare alcuni errori piuttosto urgenti se vai in giro a cancellare parti di esso?

Forse rm –rf / dovrebbe essere rimpiazzato con qualcosa che abbia impostato più flags dettagliati. In questo modo, quando esegui un comando sbagliato, ti viene detto immediatamente che le cose stanno per essere cancellate e tu hai una possibilità di combattere per annullare l’operazione prima che il tuo sistema diventi inoperabile. Questo ti permette di vedere quanto a lungo puoi lavorare e quanti documenti puoi perdere prima che il sistema fallisca interamente.

Un altro, un suggerimento un po’ più serio, se Suicide Linux cancella in maniera casuale un singolo file senza dirtelo ogni volta che fai un errore tipografico, può essere uno sguardo interessante nella stabilità del tuo sistema operativo e uno strumento educativo per la diagnosi e la riparazione dei sistemi corrotti. Non sto pretendendo che Suicide Linux abbia qualche merito genuino, certamente.

Aggiornamento 2015-04-18

La funzionalità correzione automatica che io ho originariamente descritto qui fu una caratteristica del primo sistema Linux che io abbia mai usato, così ho assunto che fosse come ogni sistema Linux lavorato di default. Da quando sono venuto a conoscenza che è un doodad extra completamente opzionale.



Gabriele Corso 

4.4.15

Ci presentiamo


Salve a tutti,
siamo tre studenti della facolta` di ingegneria del Politecnico di Torino ed abbiamo aperto questo blog come strumento di giudizio per il corso di Rivoluzione Digitale.

Aprire un blog per noi e` un gesto molto significativo: siamo nati nel 1995 percio` possiamo essere considerati “nativi digitali” ed abbiamo assistito ad una sempre piu` larga, per certe prospettive globale espansione del mondo di internet e dei computer e toccato con mano le conseguenze che questa espansione ha avuto sulla societa`. 
Sia che si pensi alle BBS degli anni 70 o ai social networks di oggi il Web e` stato ed e` tutt'ora in gran parte il prodotto dei contenuti degli utenti che ogni volta che compiono un azione online lasciano tracce digitali e anche inconsapevolmente permettono l'espansione del mondo digitale.

Il blog e` lo strumento che noi nativi digitali consapevoli abbiamo scelto per lasciare la nostra impronta in rete con lo stesso spirito con cui si accende una lanterna cinese, con la consapevolezza che ogni strumento di comunicazione e attivismo e` un piccolo passo verso un mondo piu' democratico.

I temi che ci proponiamo di trattare riguardano il mondo del digitale ma con particolare attenzione all'anonimato e alla privacy, parole che per alcuni non hanno piu` senso nel mondo del Web 2.0.

Per noi queste due parole invece sono sempre piu` rilevanti, anzi fondamentali per costituire l'identita` di un cittadino digitale, di un netizen non miope e ben attento agli abusi da parte dei poteri forti nell'era digitale.
Ci opponiamo alle parole dell'onorevole Tiziano Motti che sostiene che: “L'anonimato in rete e' il contrario della democrazia che la rete stessa offre”, anzi crediamo che sia un presupposto necessario per una societa` libera e condizione necessaria per un uso autonomo e partecipativo della rete.

Siate liberi di contattarci sul profilo twitter del gruppo @caughtin_thenet o anche sui nostri profili personali @EugenioCorso @GabrieleCorso95 e @FrancescoMecca .
Siamo disponibili via email all'indirizzo pescewanda3 [at] gmail.com : e` possibile usare la nostra chiave PGP per scriverci.


Francesco Mecca, Eugenio Corso, Gabriele Corso